I grandi vini hanno in comune con i grandi spiriti di rendervi intelligenti. Così, degustando i Vouvray di Philippe Foreau, tutto diventa chiaro, leggibile nello chenin; quello che è complesso è qui anche gourmand, quello che è ben maturo è anche ben teso, quello che è precocemente buono si conferma e si amplifica nei decenni.” – Les meilleurs vins de France 2017 “Vini che riflettono l’annata mantenendo definizione, carattere ma soprattutto sapore.” – Bibenda 44, marzo 2013. “La fama del domaine è fondata sull’apparente facilità con cui tutti gli anni vengono prodotti vini minerali, dall’elevata consistenza, vigorosi e di stupefacente equilibrio.” – Hugh Johnson e Neil Beckett, 1001 vini da provare nella vita. “Ha la fortuna di possedere il famoso terroir delle “perruches (argilla e silice), che dà dei vouvray di una freschezza di frutto eccezionale, capaci di attraversare i decenni. ” – Bettane & Desseauve 2017. “Immenso specialista degli abbinamento tra cibo e vino, Philippe Foreau produce, a Vouvray, al domaine Clos Naudin, dei cru secchi e dolci dotati di un magnifico potenziale d’invecchiamento.” – La Revue du vin de France – Apr 2013. “Gustando vini come i suoi demi-sec, moelleux o le selezioni, ci si può convincere che si tratti del più grande vitigno bianco del mondo. Tutti i suoi vini, siano secchi, dolci o effervescenti, invecchiano superbamente. Lasciano impressioni di maturità e di eleganza che vanno oltre i profumi da frutteto. Le rese sono di circa 30 hl/ha. Foreau non pratica la capitalizzazione e non aggiunge lieviti. La fermentazione avviene in grandi vecchie barrique per i vini dolci e in acciaio per i vini secchi ed effervescenti.” – The New France, Andrew Jefford. “Il più complesso e gourmand di tutti gli effervescenti di Loira (e sicuramente di Francia, escluso la Champagne) è il magnifico vouvray brut 2002, che evolve tra la potenza di sentori da evoluzione e la freschezza preservata.” – Les meilleurs vins de France 2011.

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