Silveri entra in Première Italia

Silveri entra in Première Italia

Arriva dall’estero la nuova bollicina che entra nella vasta gamma di perlage di Première. L’importatore modenese, nonché membro di Società Excellence, da tempo è specializzato nelle bollicine di qualità. Alessandro Federzoni, alla guida di Première, è andato sino in Slovenia per questa effervescente novità, composta da ben 4 referenze.

Chi è Silveri....

Silveri entra in Première Italia, ma nasce nel Collio Sloveno. Il merito va alla famiglia Gašparin, già impegnata nel vino addirittura dall’inizio del 1700. Vista la collocazione territoriale, la base per le bollicine di Silveri è la Ribolla Gialla. Questo vitigno trova impiego per il 100% nel Blanc de Blancs Brut e per un 60% nella Cuvée Brut e in quella Nature Zero. Il rosé invece è realizzato utilizzando Chardonnay e Pinot Nero.

Blanc de Blancs Silveri

Il Blanc de Blancs, in particolare, mostra carattere territoriale, definizione stilistica e anche gustativa. Le uve di Ribolla Gialla arrivano da tre parcelle differenti, da piante che hanno in media oltre 45 anni di età. In cantina il riposo sui lieviti del Blanc de Blancs brut metodo classico è di 3 anni. Il dosaggio è davvero basso, visto che si attesta sui 4 grammi/litro. Questo permette al vitigno e al savoir fare spumantistico di Silveri di fare il resto, regalando al vino una doppia natura. Una intensamente fruttata con ricordi di polpa gialla e succosità di agrumi. L’altra, utile a bilanciare il sorso, ricorda quel sapore asciutto, lievemente dolce, che potrebbe far pensare alla frutta secca.


Massimo Lentsch e i suoi vini dell'Etna

Chi è Massimo Lentsch

Massimo Lentsch dopo una parentesi, sempre a base di vino, a Lipari con la sua azienda Tenuta di Castellaro, approda tre anni fa sull’Etna. La sua scelta non è stata soltanto vitivinicola, ma anche, e forse soprattutto, personale. Un cambiamento importante che, probabilmente, si lega con le forze primigenie e potenti che regolano la vita attorno al vulcano. I terreni di Massimo si trovano in prevalenza nel comune di Randazzo e in quello di Castiglione di Sicilia.

Suoli vulcanici ovviamente, anche se ogni colata lavica non è mai uguale alla precedente, finendo per determinare terreni tra loro differenti, anche se caratterizzati da una matrice comune. Sulle sue parcelle Massimo Lentsch pratica il sistema di allevamento dell’alberello, una forma di gestione della pianta tipica di queste parti e più in generale del Mediterraneo, che permette, tra i tanti vantaggi, ai grappoli di godere di un irraggiamento solare ottimale.

I vini

Avendo così tanto dal territorio la scelta di Massimo in cantina, per altro totalmente rinfrescata naturalmente, è semplice, con una vinificazione che ‘parte’ con lunghe macerazione per il Nerello Mascalese seguite da un affinamento in legno. I vini di Massimo Lentsch, due rossi, un bianco e un rosato, sono da oggi nel catalogo di Ghilardi Selezioni, giovane distributore di Bergamo e membro di Società Excellence. Il San Teodoro 2017 è un Etna Rosso ottenuto da uve 100% Nerello Mascalese raccolte manualmente fermentate con lieviti indigeni e 'allevate' in legno per un anno. Il risultato è un vino diretto, elegante e con dentro tutto il carattere del vulcano e dell'uomo.

 


Cremant de Bourgogne Louis Bouillot

Cremant de Bourgogne Louis Bouillot

Il Cremant de Bourgogne di Louis Bouillot entra nel catalogo di Premium Wine Selection. Attenzione però non confondiamo la tipologia con la geologia. Quando si parla di Cramant si fa riferimento al villaggio della Côte de Blancs in cui crescono Chardonnay puri, cristallini, che fanno del varietale e del gesso dei terreni il proprio passepartout per entrare nelle preferenze degli appassionati.

Cremant non Cramant

Se scritta con la lettera E invece la parola (Cremant) fa riferimento non a un territorio ma ad una tipologia di vino, sempre metodo classico o se preferite metodo champenois, a cui si lega una localizzazione geografica che può essere Alsazia, Loira o, come in questo caso, Borgogna. Il lato effervescente della Borgogna per chiamarsi tale deve sostare sui lieviti per almeno 9 mesi e utilizzare generalmente i vitigni impiegati nei vini fermi di questa stessa regione.

Cremant de Bourgogne Perle de Nuit

Il Cremant de Bourgogne di Louis Bouillot  nello specifico quello chiamato 'Perle de Nuit' è prodotto utilizzando solo Pinot Nero. La sua particolarità, oltre a una beva esagerata che andrebbe cronometrata per quanto rapida, è caratterizzata da un dosaggio extra brut e dall’assenza di solfiti aggiunti. Il Perle de Nuit lo trovate sul catalogo di Premium Wine Selection, importatore membro di Società Excellence.


Gin Agricolo entra nel catalogo di Spirits & Colori

Gin Agricolo

Agricolo nel senso qui di artigianale, oltre che legato profondamente al territorio da cui proviene. Questo è l’identikit del gin nato in Piemonte dalla mente, e dal gusto, di Franco Cavallero. Chi è? Uno che ha deciso di dedicare ben 4 ettari, come detto in Piemonte, alla coltivazione di ben 35 piante, nel gergo della produzione del gin si parla di ‘botaniche’, utilizzate per realizzare le sue 4 etichette di gin.

Uno di questi 4 è il Blagheur. Nello specifico si tratta di un gin che perlustra maggiormente il lato balsamico di questo distillato, grazie a botaniche come maggiorana, assenzio, menta, cumino e coriandolo e pensate che queste sono soltanto alcune delle botaniche utilizzate, la ricetta è infatti molto più lunga. Il gin agricolo Blagheur è distribuito da Spirits & Colori. Spirits & Colori è uno dei soci di Società Excellence.


Cantina del Barone entra in Les Caves de Pyrene

Cantina del Barone

Cantina del Barone entra nel catalogo di Les Caves de Pyrene. La società guidata da Christian Bucci oltre ad essere asse portante di Società Excellence, è una grande sostenitrice dei vini di territorio. Quello a cui fanno riferimento i Fiano di Cantina del Barone è quello di Cesinali, piccolo centro vicino ad Avellino. Gli ingredienti della ricetta per queste due etichette di Cantina del Barone sono composti da: terreni di origine vulcanica e tutt’intorno una grande biodiversità, espressa da noccioleti, orti e tanto altro. Colui che insieme al terroir traduce queste caratteristiche all’interno dei suoi due Fiano è Luigi Sarno.

 

Enologo giovane e  appassionato, Luigi sa davvero dare del ‘tu ‘ a questo vitigno tipico dell'avellinese. Questa familiarità non solo gli ha fatto guadagnare il premio Giulio Gambelli dedicato ai giovani enologi, ma gli ha permesso di guadagnarsi anche l’appellativo di ‘fianologo’. Il risultato del lavoro di ensemble di Luigi e di queste uva a bacca bianca sono, come detto, due etichette: il Particella 928 e il Paóne.

Vini Cantina del Barone

Il Paóne non si pavoneggia certo, pur mettendo in luce un corollario di sensazioni molto tipico e ampio, nonostante una vinificazione lineare, che prevede l’utilizzo dell’acciaio.

Il Fiano Particella 928 invece viene macerato senza essere diraspato e poi fatto fermentare con lieviti autoctoni. La maturazione si svolge in acciaio fino a un anno, con solforosa aggiunta solo prima dell’imbottigliamento.

 

 


Castello di Meleto entra in Bolis Distribuzione

Castello di Meleto

Castello di Meleto entra in Bolis, membro di Società Excellence e storico distributore nazionale con sede a Pavia.  Castello di Meleto è una delle realtà più antiche del Chianti Classico, visto che la sua storia comincia nel 1256 a Gaiole in Chianti. Qui l’azienda dedica alla coltivazione della vite poco più di 150 ettari, a loro volta suddivisi in 5 realtà diverse, ognuna delle quali dotate di caratteristiche, terroir docet, tra loro differenti.

 

Il vertice della produzione di quest'azienda è il Chianti Classico Gran Selezione, il top della denominazione, declinati attraverso ben due cru: Poggiarso e Casi. Proprio la nuova annata -2017- inaugura la distribuzione dei vini di Castello di Meleto da parte di Bolis Distribuzione.

Gran Selezione Casi e Poggiarso

Il Gran Selezione Casi, ad esempio, è un assolo di Sangiovese che proviene da un vigneto che potremmo definire ‘plastico’, per la sua capacità di adattarsi alle stagioni. In annate calde, ad esempio, le uve qui non soffrono mai le alte temperature per merito del suolo, magro perché composto da sabbia e galestro, ma anche in virtù della prossimità di porzioni di bosco. In cantina il vino fermenta e affina in legni di diversa grandezza (dai 500 litri ai 50 hl), per circa 30 mesi. Il risultato è un vino floreale, con stratificazioni fruttate e speziate, queste ultime delicate ma nitide. Il tannino è presente ma molto equilibrato. La persistenza è lunga, come la lista dei possibili abbinamenti a questa etichetta.

Il Gran Selezione Poggiarso è una vigna con condizioni piuttosto estreme rispetto a meteo e geologia. questo non impedisce alle piante che qui insistono, anche rispetto alla propria attitudine, di diventare un vino cangiante e al tempo stesso molto personale, come dimostra questa 2017.


Le Ragnaie entrano nel catalogo Visconti 43

Le Ragnaie Brunello di Montalcino e Visconti 43

All'inizio di marzo viene presentata la nuova annata del Brunello di Montalcino. Si tratta della 2016, annata che secondo molti ha superato la già molto buona 2015. Sempre nello stesso periodo una delle aziende più brillanti della denominazione, le Ragnaie, entra a far parte del catalogo di Visconti 43, membro di Società Excellence. L'azienda di proprietà di Giacomo Campinoti conta su 28 ettari di ulivi e vigneti, tutti allevati in biologico.

Molti dei vigneti de le Ragnaie (vigna dei Cappuccini, Vigna Vecchia, Vigna Fonte e Vigna del lago) sono tra i più alti (fino a 600 metri slm) di tutto il comprensorio di Montalcino. Anche questo caratterizza i vini dell’azienda di Giacomo Campinoti, oltre a una linearità e una pulizia stilistica estrema in fase di vinificazione. Le Ragnaie in cantina utilizzano serbatoi cemento in vinificazione e legno grande in affinamento. Nel catalogo di Visconti 43 arrivano perciò 9 referenze. Cinque Brunello di Montalcino, 1 Rosso di Montalcino e un altro vino composto esclusivamente da uve Sangiovese. Completano la gamma il Bianco, da uve Trebbiano e Malvasia e un Rosato sempre da uve Sangiovese.

 


Cerbaiona Brunello di Montalcino e Pellegrini spa

Cebaiona Brunello di Montalcino 2016

Cerbaiona storica cantina di Montalcino distribuita da Pellegrini spa, nel 2015 aveva deciso di declassare tutto il Brunello a Rosso di Montalcino. Una scelta coraggiosa, intrapresa per altro a pochi anni dal passaggio di consegne delle proprietà, che da Diego Molinari, il pilota produttore di grandi Brunello di Montalcino, è passata a Gary Rieschel, grande appassionato americano di Brunello di Montalcino, insieme a mister Fioretti e altri soci.

Anche per questo motivo la nuova annata di Brunello di Montalcino, la favolosa 2016, è stata un elemento di grande interesse visto che la nuova proprietà non si è tirata indietro rispetto a nuove sfide come: il passaggio al biologico, la ristrutturazione di cantina e vigneti e il rinnovo delle attrezzature e, in parte, dell’approccio produttivo. Da quest’ultimo punto di vista nessuno stravolgimento, ma una fuga in avanti verso il voler ancora più dettagli per il proprio Brunello di Montalcino. Fioretti, uno dei soci, ammette come il nuovo approccio è stato persino meno interventista del solito. Questo si è tradotto nell'utilizzo di bassi livelli di solfiti, lieviti autoctoni e zero controlli di temperatura.  Prima dell’imbottigliamento legno grande per due anni, solo travaso e un breve periodo in acciaio per raggiungere una migliore amalgama. Cerbaiona ha prodotto il suo Brunello di Montalcino annata 2016 in 6500 bottiglie e 600 magnum.


Cuzziol Grandivini e Cantina Toblino

 

Il 2021 porta ben 5 nuove aziende nel Catalogo di Cuzziol Grandivini. Una di queste è Cantina Toblino. Un’azienda che ha un qualcosa di differente; più di una cosa in realtà. Non si tratta solo di essere una cantina cooperativa in Trentino, area in cui questa modalità associativa e produttiva non è così comune rispetto alla qualità, come invece accade in Alto Adige. Oltre a questo Cantina Toblino nasce in una zona che non è la bassa atesina, ma l’area della Valle dei Laghi.

Cantina Toblino (nasce nel 1960) conta su 40 ha coltivati, in biologico, nella mensa vescovile, cui vanno aggiunte le uve che arrivano da circa 600 soci. Le uve coltivate sono costituite da un mix di vitigni tipici della zona, completati da varietà internazionali. A settembre nella gamma di etichette distribuite da Cuzziol Grandivini arriveranno un Pinot Nero e un Lagrein. Tra le varietà a bacca bianca prodotte da Cantina Toblino, già in distribuzione, incontriamo il Foll. Si tratta di un’etichetta che prende vita da uve Chardonnay, allevate su terreni  fluvioglaciali, composti anche da sabbia e ghiaia, successivamente vinificato in parte in acciaio, in parte in anfora con macerazione sulle bucce per un periodo di 7 mesi e in legno, dove svolge la malolattica.

 

 

 

Il Foll di Cantina Toblino è delicatamente profumato. Ricorda i fiori bianchi, la frutta a pasta bianca con qualche tocco di nocciola a completare il profilo olfattivo. In bocca è scorrevole e piacevole sempre su toni di agrumi, frutta a pasta bianca, erbe aromatiche e sale.


Bordeaux e Ghilardi Selezioni

Ghilardi Selezioni va a Bordeaux

Ghilardi Selezioni allarga la propria gamma di prodotti, mettendo a catalogo una serie di aziende, là si chiamano Châteaux, della zona di Bordeaux. Questa prestigiosissima area basa i propri vini rossi sul blend di: Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e altri vitigni. La selezione di Pietro Ghilardi è stata molto meticolosa, quanto personale.

 

 

Oltre a toccare entrambe le rive, destra e sinistra, comprendendo i grandi nomi come, ad esempio, Château Troplong-Mondot e Château Angelus, entrambi sulla riva destra, Pietro Ghilardi ha scelto di mettere a catalogo anche aziende, pardon châteaux, più piccoli e meno conosciuti come: Château Anthonic e Château Gazin Rocquencourt. In particola modo questi due châteaux, in esclusiva per Ghilardi Selezioni, possono vantare un forte carattere territoriale. Château Gazin Rocquencourt, ad esempio, si trova a Pessac-Leognan. Qui l'appellazione, la nostra denominazione, riguarda non solo i vini rossi, ma anche quelli bianchi. Château Gazin Rocquencourt ne produce uno particolarmente buono, oltre che tipico, utilizzando solamente Sauvignon Blanc. Non perdete il catalogo bordolese di Ghilardi Selezioni in quanto ricco, come detto, di personalità e persino di vecchie annate.

 


Château Changyu Moser XV entra in Meregalli

Château Changyu Moser XV entra in Meregalli

La Cina è sempre più vicina. Non parliamo del mercato del vino, quanto della viticoltura cinese. Un settore sta facendo passi da gigante, tanto da non poter essere ignorato. Anche per questo Gruppo Meregalli, membro della Società Excellence, sta allargando i propri orizzonti. Dalla fine del 2020 sono disponibili all’interno del catalogo Meregalli i vini di Château Changyu Moser XV.

 

 

L’azienda si trova nella regione di Ningxia (parte centro settentrionale della Cina), una delle aree in cui i vini, in particolar modo quelli da uve Cabernet e Merlot producono i risultati qualitativamente migliori. Questa regione è comunque un luogo di contrasti, essendo dominata da un clima continentale, ma con escursioni termiche elevate, cui si aggiungono vigneti arrampicati addirittura a 1200 metri slm. I vini importati in Italia dal Gruppo Meregalli sono tutti 100% Cabernet Sauvignon, compreso un insolito Cabernet vinificato in bianco. Vertice della produzione di Château Changyu Moser XV, guidata da Lenz Moser (XV generazioni di vignaioli austriaci), è il Purple Air Comes From The East. Il nome fa riferimento a un modo di pensare cinese, secondo cui il meglio viene proprio dall’oriente. La punta di diamante dei vini dello château cinese è ricavato da piante esclusivamente di Cabernet Sauvignon che hanno in media 15 anni, messe a dimora su terreni sabbiosi. Vista l'altitudine la parte bassa della pianta viene ricoperta dal terreno, nei mesi freddi, per evitare l'effetto delle gelate, potenzialmente letali per la pianta. Il Purple Air Comes From The East non è tuttavia solo cura in vigna, ma anche in fase di vinificazione, con un affinamento di 2 anni in barrique (100% nuove), a loro volta prodotte da 5 differenti produttori francesi di botti.